Di Cantina in Cantina sbarca a Casa di Baal. La FISAR incontra le aziende…

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SALERNO. Ci sono mestieri in cui la passione ne determina la riuscita, si può fare la differenza in proporzione all’amore che vi si ripone. E’ certamente così per i vitivinicoltori, una categoria romantica, immaginata, invidiata, ma anche ricca di difficoltà quotidiane.

Il rapporto con la terra, con il ciclo delle stagioni, con i fenomeni atmosferici, mal si lega con la trabordante burocrazia italiana e con il commercio, eppure entrambe sono necessarie alla sopravvivenza.

Lo sanno bene Annibale Salerno e sua moglie Annamaria da cui nascono le basi dell’azienda agricola di famiglia che lavora sotto due marchi: Casa di Baal per la produzione vitivinicola e L’Oliveto per la produzione di olio. Oggi ad affiancarli la nuova generazione, formata dai tre figli: Giusy, Francesca e Mario.

Ecco perché questa realtà produttiva è stata scelta per una delle tappe del tour “Di Cantina in Cantina” promosso dalla FISAR Salerno, al fine di conoscere da vicino i produttori e i loro territori.

Domenica 18 marzo circa 90 persone hanno affollato l’azienda di Montecorvino Rovella, nei Picentini, passeggiando tra le vigne e visitando gli impianti.

Non è mancato certo un momento dedicato alla degustazione, guidata dal delegato FISAR, Alberto Giannattasio. 4 le etichette: Bianco e Rosso di Baal, Fiano ed Aglianico di Baal. E come ci si può aspettare, dopo aver conosciuto la famiglia Salerno e dopo aver goduto alla vista delle bottiglie curate nel dettaglio, anche i vini rispecchiano autenticità e correttezza.

Più quotidiani il Bianco ed il Rosso, più caratteristici (essendo lavorati in purezza) il Fiano e l’Aglianico. Pesca e miele del Fiano, spezie e frutti intensi nell’Aglianico. Una interessante produzione che per l’occasione ha incontrato a tavola i piatti del talentuoso chef Fabrizio Di Lisi.

Un certo e radioso futuro per entrambe, una forte testimonianza dell’Italia dell’agroalimentare che tiene il passo.

 

Antonella Petitti


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