CINIPIDE GALLIGENO: Romano invita al tavolo tecnico Miano attacca Andria, la Coldiretti è pronta al Sit-in

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POSTIGLIONE (SA). “Lavoreremo attraverso un tavolo tecnico per approntare un piano che consenta di affrontare l’emergenza rappresentata dal cinipide galligeno del castagno. Ho avuto la possibilità di ascoltare dalla viva voce dei produttori l’entità del problema e le loro proposte. Mi impegnerò a valutarle e a cercare di reperire le risorse per poterlo combattere in maniera adeguata”. Lo ha dichiarato il Ministro delle politiche agricole alimentari e forestali Saverio Romano intervenendo all’incontro “L’agricoltura può essere ancora un volano di sviluppo per il Sud e per gli Alburni?”, che si è tenuto presso l’Aula Consiliare del Comune di Postiglione e nel corso del quale è stata affrontata l’emergenza rappresentata dal cinipide galligeno del castagno.

Nel corso del convegno, al quale ha preso parte anche l’onorevole Michele Pisacane, il Ministro ha aperto ai rappresentanti dei coltivatori di castagno l’invito a partecipare al Tavolo di Filiera della Frutta a Guscio – sezione Castagne, che si terrà il prossimo 24 giugno alle ore 10.30 presso la Sala Cavour del Mipaaf.

“L’obiettivo dell’incontro – ha aggiunto il Ministro – sarà quello valutare e concordare le azioni prioritarie e strategiche a livello nazionale e locale e le linee di ricerca necessarie a sviluppare e completare il quadro scientifico per la lotta al cinipide del castagno per i prossimi anni, nonché tutte le azioni di supporto, per le quali si sta cercando di reperire ulteriori fondi”.

 

Nel frattempo l’assessore all’agricoltura della Provincia di Salerno, Mario Miano, fa alcune precisazioni in merito a quanto detto dal sen. Alfonso Andria, nella sua qualità di vicepresidente della commissione agricoltura del Senato.

 

“La castanicoltura da frutto costituisce un fondamentale comparto produttivo dell’entroterra campano e, nello specifico, della Provincia di Salerno, la quale detiene il primato regionale per produzione (superiore ai 100.000 q.li annui) e per estensione della superficie investita (circa 10.000 ettari), nonché circa la metà della dimensione regionale del settore che assorbe circa 30 mila occupati in 5 mila aziende. La dimensione produttiva ed occupazionale della castanicoltura da frutto a livello provinciale assume un rilievo assai diverso se si considera che la Campania detiene il sistema agroindustriale di trasformazione delle castagne più importante a livello mondiale.

L’incidenza sulla produzione del Cinipide galligeno del castagno può essere nefasta, se si considera che su riduzioni superiori al 65-70% risulta non più sostenibile la raccolta, in relazione ai relativi costi di esercizio. Esso comincia a produrre danni ingentissimi  anche sul nostro territorio.

Lo scorso anno, la Giunta Provinciale, su proposta di questo Assessorato, ha assunto con la deliberazione n. 258 del 02/08/2010, l’iniziativa di chiedere alla Regione Campania l’istituzione di una zona a particolare status fitosanitario, comprendente tutti i Comuni della Provincia interessati da produzione castanicola, ai fini del controllo della diffusione del patogeno, prescrivendo per tali zone tutte le misure fitosanitarie necessarie, tra le quali, l’allevamento a scopo di lotta biologica dei nemici naturali del cinipide.

Su sollecitazione di questo Assessorato, la Regione Campania ha poi istituito, con deliberazione di G.R. n. 254 del 31 maggio scorso, il “Tavolo verde emergenze fitosanitarie”, utile al coinvolgimento degli Enti territoriali e delle organizzazioni agricole nella definizione e nell’attuazione delle strategie di difesa delle produzioni agricole, tra il castagno da frutto assume particolare rilevanza nell’attuale fase di emergenza.

In tale sede, lo scrivente ha già provveduto a proporre, accanto all’attuazione della lotta biologica quale aspetto centrale della strategia di difesa del comparto, la necessità di affiancare ad essa un’azione di sostegno alle imprese nel medio-periodo, cioè durante l’inevitabile fase di calo della produzione, conseguente all’incidenza del patogeno, fino a quando le azioni di lotta biologica poste in essere ne ridurranno gli effetti negativi sulla produzione.

Abbiamo  proposto, quale atto propedeutico, la soppressione della coltura del castagno dal Piano Assicurativo Agricolo Nazionale.

Al contrario di quanto sostiene il senatore Andria, infatti,  l’inserimento della coltura castanicola nel Piano Assicurativo, chiesta ed ottenuta nel momento in cui la diffusione del Cinipide galligeno era allo stato iniziale, non risulta più efficace nella fase attuale, stante l’avvenuto diffuso insediamento e l’acclamata virulenza del patogeno, che rende non risarcibili da parte delle compagnie di assicurazione i danni già avvenuti.

Si rende, pertanto, più efficace per le imprese la possibilità, attraverso il preventivo riconoscimento dello stato di calamità naturale (che non può avvenire stante l’inserimento della coltura nel Piano Assicurativo Nazionale), di ottenere forme di indennità al mancato reddito mediante sgravi fiscali e contributivi, aiuti in regime di de minimis e il blocco dei mutui agrari.

La lotta biologica mediante la l’allevamento e la diffusione del Torymus sinensis rimane un aspetto centrale della strategia di difesa del comparto, la cui programmazione ed attuazione rimangono nella competenza delle strutture della Regione, le quali stanno avviando le linee d’intervento con il necessario ausilio degli istituti di ricerca.

Si rende, però, necessario affiancare alla ricerca ed alla difesa fitosanitaria un’azione di sostegno alle imprese nel medio-periodo, cioè durante l’inevitabile fase di calo della produzione, conseguente all’incidenza del patogeno, fino a quando le azioni di lotta biologica poste in essere ne ridurranno gli effetti negativi sulla produzione.

 Nel frattempo, cioè, occorre con la massima urgenza  ottenere dalle Istituzioni competenti (Regione e Ministero dell’Agricoltura)  forme di indennità al mancato reddito mediante: sgravi fiscali e contributivi, aiuti in regime di de minimis e blocco dei mutui agrari”, conclude Miano.

 

Per  sollecitare l’adozione degli  interventi necessari a far fronte alla grave emergenza fitosanitaria che sta colpendo i castanicoltori campani in seguito agli intensi attacchi dell’insetto Cinipide Galligeno del castagno, comunemente conosciuto come vespa cinese, Coldiretti Campania ha promosso un sit-in di protesta  per il giorno 22 giugno prossimo alle ore 9.00  presso la sede della Regione Campania all’isola A6 del Centro Direzionale.

 

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