Ciclo illegale di rifiuti: la Puglia mantiene il secondo postoLegambiente ascoltata in Prefettura

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BARI. Qualche giorno fa in Prefettura, anche Legambiente Puglia, nella persona del suo presidente regionale Francesco Tarantini, è stata ascoltata dalla Commissione bicamerale d’inchiesta sugli illeciti connessi al ciclo dei rifiuti.

I dati presentati sono quelli elaborati dall’Osservatorio Nazionale Ambiente e Legalità di Legambiente, riassunti nel suo ultimo rapporto Ecomafia 2010 dal quale emerge che la Puglia nella classifica generale dell’illegalità ambientale si mantiene al quarto posto con 2.674 infrazioni accertate, 2.211 persone denunciate, 15 arrestate e 1.614 sequestri effettuati.

In generale, aumentano le infrazioni accertate e le persone denunciate mentre per il numero dei sequestri effettuati è la seconda regione in Italia.

“Abbiamo sottolineato alla Commissione che questi numeri confermano – dichiara Francesco Tarantini, Presidente Legambiente Puglia – la risposta sempre più efficace alle aggressioni ambientali data dalle forze dell’ordine e dalla magistratura contro chi pensa di lucrare a danno della salute dei cittadini e del territorio. A questo si aggiunge che la Puglia è l’unica regione in Italia che ha promosso un accordo di programma finalizzato a creare una sinergia fra le forze dell’ordine, ARPA e CNR per rafforzare e potenziare l’attività di controllo e monitoraggio del territorio attraverso mezzi tecnologicamente avanzati per contrastare la criminalità ambientale”.      

Sul fronte del ciclo illegale dei rifiuti, la Puglia mantiene saldamente il secondo posto con 735 infrazioni accertate (il 14,1% del totale nazionale), 583 persone denunciate, 12 arrestate e 486 sequestri.

Nella classifica del ciclo illegale dei rifiuti delle province pugliesi quelle più colpite sono Bari con 272 infrazioni accertate seguita da Lecce con 193 e Brindisi con 117.

In Puglia, dal 2002 al 2010, ci sono state ben 30 inchieste contro attività organizzate per il traffico illecito dei rifiuti, cioè il 19,6% circa delle inchieste su tutto il territorio nazionale. Quello delle discariche abusive è un fenomeno ancora molto diffuso in Puglia, come dimostrano le numerose operazioni delle forze dell’ordine riportate nel Rapporto.

La Puglia è oggetto anche di traffici interregionali di rifiuti come dimostrano le inchieste “Spiderman”, “Acciaio Sporco” e “Leucopetra” delle procure di Lanciano, Lamezia Terme e Reggio Calabria. Inoltre, e non è certo una novità, la Puglia rimane la porta d’ingresso o uscita per i traffici internazionali di rifiuti.

L’attività di controllo della Guardia di Finanza, dei Carabinieri e dell’Agenzia delle dogane ha, infatti, scoperto numerosi traffici illeciti di rifiuti pericolosi e speciali in uscita soprattutto dal porto di Taranto ma anche di Bari e Brindisi. Solamente nel 2009 sono state intercettate 13 mila tonnellate di rifiuti tossici e pericolosi diretti principalmente in Cina, Vietnam, Egitto (e altri paesi africani) e Indonesia. Si tratta di rifiuti costituiti principalmente da materiale plastico di scarto, carta da macero, rottami ferrosi e rifiuti elettrici ed elettronici che però ritornano in Europa, sotto forma di prodotti finiti, dopo essere stati lavorati illegalmente all’estero senza alcuna precauzione per la salute dei lavoratori e dell’ambiente.

“Abbiamo chiesto -continua Tarantini- alla Commissione una maggiore attenzione sui traffici interregionali e soprattutto internazionali dei rifiuti che coinvolgono la nostra regione e anche di farsi promotrice di un’indagine conoscitiva su due navi affondate in modo sospetto e che potevano trasportare rifiuti tossici ossia la Eden V che finì spiaggiata al largo del Gargano nel 1988 e la Alessandro I che affondò al largo di Molfetta nel 1991”.

Legambiente si è soffermata anche sulla gestione dei rifiuti, sulla situazione impiantistica e sulle percentuali della raccolta differenziata in Puglia. “In Puglia, specie nei capoluoghi di provincia, -conclude Tarantini – la raccolta differenziata è ancora ferma a percentuali troppo basse. A questo si aggiunge la scarsa incisività del sistema delle ATO e il fatto che nessun Piano d’Ambito ha completato l’iter di approvazione”.

Legambiente Puglia ha consegnato alla Commissione il capitolo con numeri e storie sul ciclo illegale dei rifiuti in Puglia estrapolato dal Rapporto Ecomafia 2010, materiale cartaceo e video sulle navi Eden V e Alessandro I e il rapporto Comuni Ricicloni Puglia 2010.

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