AL VINITALY: dopo 4 edizioni torna la cantina calabrese Ceraudo

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VERONA. Si tratta di una storia di famiglia, come spesso capita nella nostra bella Italia. Una storia che racconta di sogni che sono riusciti a concretizzarsi e divengono patrimonio collettivo. La famiglia Ceraudo, dopo 4 edizioni, torna al Vinitaly, nel padiglione della Calabria…

 

LA STORIA

In questa terra, l’antica Petelia, oggi Strongoli, Roberto Ceraudo ha scelto di piantare la propria vita dedicandola alla produzione del vino e dell’olio. Nel  1973, acquista la tenuta appartenuta ai Principi Campitello e Pignatello, con il casolare seicentesco.

Nello stesso anno, avvia la trasformazione del terreno e germogliano, accanto agli ulivi secolari, le prime viti, dalle quali, complici  tempo e sacrifici,  Roberto, vignaiolo e gentiluomo di campagna, ottiene il suo  primo vino.

Oggi l’Azienda Agricola Ceraudo si estende su 60 ettari, di cui 38 coperti da uliveti, 20 da vigneti e 2 da agrumeti. Il mare, così vicino, tanto da sentirne il profumo è l’elemento caratterizzante. Terra, mare e sole, i componenti di un microclima esatto (perfetto), fatto di altri microelementi che fanno capo al lavoro e alla dedizione dell’uomo e che non è più lo stesso , anche a pochi chilometri di distanza.

Sin dall’inizio, Roberto ha  intrapreso una strada nuova e rischiosa è stato tra i primi in Calabria ad applicare l’agricoltura biologica". La cantina persegue da sempre  la ricerca della qualità totale, dalla vigna alla bottiglia,  rispettando e valorizzando il territorio e il  microclima. Tutte le fasi della produzione sono gestite internamente, una sorta di  microsistema simile a quello in uso nelle vecchie fattorie. La produzione raggiunge circa 70.000 bottiglie di vino rosso, bianco e rosato, con denominazione I.G.T. Val di Neto.

Quella  dell’olio conta circa 30.000 bottiglie, le olive vengono raccolte all’invaiatura, lavorate immediatamente, per evitarne la decomposizione, con la tecnica della spremitura a freddo in ciclo continuo. Ogni scelta è mirata alla ricerca costante della qualità nella lavorazione del prodotto, della terra e con l’utilizzo di moderne tecnologie oltre che , con la consulenza dell’enologo e maestro Fabrizio Ciuffoli.

Nelle fasce più alte sono stati impiantati vitigni bianchi che hanno dimostrato di esprimersi al meglio, Chardonnay, Greco Bianco e Mantonico, Pecorello. Appena più in basso sono stati sistemati il Gaglioppo, vitigno autoctono, e Cabernet Sauvignon, mentre è in atto una sperimentazione su altri vitigni autoctoni,tra cui il Magliocco, su terreni appena acquistati. L’esposizione dei filari verso il mare, la consistenza del terreno e il microclima proprio, ha permesso di ottenere dei vini ricchi di profumi, persistenti e freschi.

 

L’Accoglienza: "Felice è colui che fa felici gli altri" Questa frase impressa sul muro dell’edificio principale all’altezza della meridiana, accoglie con benevolenza chiunque varchi la soglia di ingresso ritrovandosi in un mondo d’altri tempi. Un  piccolo borgo del 1600,  casale baronale con annessa la caratteristica chiesetta coeva, circondato da rustiche villette in pietra, ricavate dalle tradizionali costruzioni rurali, con la semplicità che si adatta alla vita di campagna.

 

Il Ristorante: Nato dal desiderio di unire vino, cucina, terra, sapori, accoglienza, esaltazione del gusto, piacere e soddisfazione dei sensi. Intimamente legato alla tradizione calabrese. Il Ristorante “Dattilo” testimonia la qualità dell’enogastronomia in Calabria, ricevendo numerosi riconoscimenti dalle guide specializzate.

 

I Premi recenti:

– Spoleto marzo 2011, XIX edizione del premio Ercole Olivario, l’olio di Ceraudo si piazza al  primo posto per la  categoria fruttato leggero, su 355 aziende partecipanti, 17 regioni e 92 finalisti.

– 31 marzo 2011: Assegnazione “Premio Speciale Cantine d’Italia 2011”

– Premio “Cantine Golose” per la Tavola aziendale dell’anno, riconoscimento della Guida“Cantine d’Italia 2011”, edita da Go Wine Editore.

– 2010 Shangai, Cina , 1mo classificato Campionato del mondo olio extravergine.

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