Storia di una domenica affamata e di un ristorante da cui stare alla larga…

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Parlo praticamente ogni giorno di gastronomia, prodotti e ristorazione. Eppure lo faccio dando per scontato che si parta da un concetto assodato, sotto cui non si scende, non si ragiona. Ma è sbagliato pensare che questo valga per tutti: attori attivi, passivi, appassionati a spirito leggero e gravi gourmet seriosi…

Eh sì! Perché oggi mi sono ritrovata nel Cilento, a Scario (SA) precisamente, all’ora di pranzo. Era già l’una e mezza e il solito ristorante di riferimento in centro (U’ Zifaro) era chiuso (giustamente…siamo a gennaio!!!).

Allora mentre la lancetta scorreva e lo stomaco recriminava un momento di gioia, ci siamo fatti prendere dall’impulso.

Alla faccia della ricerca del ristorantino che magari non troveremo perché è gennaio per tutti e sono le due, e…siamo entrati nel primo posticino aperto. Parallela di Lungomare Marconi: Ristorante Il Faro. Mi sono detta: non mangeremo chissà che, ma una pasta onesta verrà fuori!

Ha continuato a governarci la fame e la buona educazione, che non deve mancare mai (anche perché ce n’era altrettanta dall’altra parte), ma dire che si trattava di una ristorazione improvvisata e priva di norme igieniche basilari è il minimo!

Sembrerò sciocca, ma mi meraviglia ancora constatare che al di là del grado di capacità ai fornelli…di domenica – in un piccolo borgo, ma comunque turistico – non si sappia cosa significa tovaglia, posate, piatti, vassoi puliti e si definisca dei paccheri con gamberi e due cozze…paccheri ai frutti di mare!

Come secondo? Una fettina stile “sottiletta” di pesce spada e alici imbottite. Il totale? 37 euro (bottiglia d’acqua inclusa) assolutamente non meritate, non gustate, non giuste nemmeno per un pranzo che voleva solo affrancare due stomaci brontolanti.

La morale? Se capitate da quelle parti e state “morendo di fame”, non fermatevi a Il Faro…correte dalla parte opposta, andate in giro con l’auto fino a che un bar non vi cederà i suoi tramezzini. Magari troverete delle pizzette, tanto per resistere fino a sera e cenare in un posto adeguato!


Antonella Petitti

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