Santarosa Conca Festival. Con “Emozioni in rosa” Manilia si aggiudica la gara nazionale di pasticceria

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MANILIA SANTAROSA CONCA FESTIVALCONCA DEI MARINI (SA). Il premio di pasticceria del concorso del Santarosa Conca Festival non è andato lontano.

Se l’è aggiudicato il pasticcere Giuseppe Manilia di Montesano sulla Marcellana con la sua creazione “Emozioni in rosa”: una pasta sfogliatella a cilindro, con all’interno crema di limone e crema di mascarpone a strati, croccante agli agrumi, crema pasticcera e geleé agli agrumi e rose. il tutto decorato con salsa di lamponi e il disegno della rosa realizzato in geleé di amarene.

Un volto e un nome non nuovo tra le prime posizioni dei migliori concorsi italiani e non, il suo talento rendono “Maison Manilia” un riferimento importante per chi ama il vero dolce d’autore.

Da cornice, dunque, il concorso gastronomico che celebra uno dei più famosi dolci campani, la sfogliatella, nata nel 1700 proprio a Conca dei Marini, il paese della costiera amalfitana dichiarato dall’Unesco Patrimonio dell’Umanità, che ospita la kermesse.
Il concorso, giunto alla sua 4a edizione, organizzato dal Comune di Conca dei Marini e dall’Associazione dei commercianti A.L.O.E., è aperto ai pasticcieri di tutta Italia e, da quest’anno anche ai barmen. A decretare il vincitore è stata la giuria di qualità presieduta da Salvatore De Riso, uno dei pasticcieri più famosi d’Italia e noto personaggio televisivo.

Insieme a lui: Francesco Boccia, campione del mondo di pasticceria, Giuseppe Buonocore, comunicazione food&beverage del Gambero Rosso, Loretta Fanella, una delle pasticciere più innovative d’Italia, Nicola Pansa, dell’omonima pasticceria storica di Amalfi, Francesco Reder, fiduciario AIBES Campania, Silvestro Serra, direttore comunicazione e relazioni istituzionali del Touring Club, Ivan Stankovic, bar manager del Monastero Santorosa e Francesca Topi, responsabile Alice TV.

Il tema scelto per entrambe le categorie è: “La Santarosa…in rosa!”.
Lo spunto per il tema nasce dal ricordo di un aneddoto raccontato tanti anni fa dal vecchio proprietario del Monastero Santarosa, Pierluigi Caterina. Si narra che alle suore di clausura che abitavano il monastero fosse severamente vietato avere contatti con il mondo esterno, ma il caso volle che proprio il muro in prossimità della cucina del convento presentasse una piccola fenditura che permise ad una monaca di istaurare un contatto umano con un contadino che lavorava la terra del convento.
Questa crepa veniva coperta e nascosta dalla suora con un’immagine sacra, e accortamente rimossa ogni qualvolta la monaca sapeva di incontrare il contadino, al quale donava, attraverso la piccola fessura, un pezzo di pane, preziosissimo agli occhi e alla pancia dell’uomo. Un giorno, però, la suora invece di passare il solito pane al contadino, gli donò un pezzo del nuovo dolce che lei stessa aveva inventato. Il giorno dopo, in riposta nella fenditura la monaca poté ammirare una bellissima rosa… Che sia proprio questo episodio ad aver dato il nome alla Sfogliatella Santarosa?

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