Pisciotta e le sue alici. Il sostenibile gusto della tradizione, ecco dove gustarle…

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ALICI 03PISCIOTTA (SA). Conoscere il Cilento passa per molte strade, storie e porticcioli. Quando le serate si intiepidiscono, al porto di questo piccolo borgo c’è movimento. Non ci si può sbagliare, si tratta dei pescatori e di qualche avventuroso turista.

E quando scende la notte – a Marina di Pisciotta – magari a gironzolare c’è chi aspetta che le barche ritornino con le alici fresche.

Siamo in un territorio che ancora conserva antiche tradizioni del Mediterraneo, una su tutte è la pesca delle alici di Menaica, che prendono il nome dalla rete con cui sono pescate. A custodirla oggi sono una manciata di barche e meno di dieci pescatori.
Dovrebbero essere chiamati per nome e ringraziati. Sono loro ad uscire ogni sera, tranne quando il mare è troppo increspato, e a ripetere quei gesti antichi, lontani e preziosi. Sono i custodi dei movimenti con cui le reti vengono gettate in mare e ritirate sempre rigorosamente a mano, prima di cominciare il paziente lavoro di estrarre le alici dalle maglie.
Segue una pulizia pressocchè immediata, il lavaggio in salamoia, e infine la disposizione in vasi di terracotta, alternando il pesce a strati di sale. Una volta questo procedimento avveniva nei magazzini del porticciolo, oggi in un attrezzato laboratorio che permette di arrivare al confezionamento, oltre che all’ottenimento di altri prodotti a base di alici. Qui vi arriva larga parte del pescato, mentre qualche cassetta i pescatori la riservano per amici, ristoratori o appassionati che gli vanno incontro al porto.

MARINA PISCIOTTA

Queste famose reti hanno un grande pregio, le maglie sono fatte in modo che resti incagliato solo il pesce abbastanza grande, lasciando libere di continuare a crescere le piccole alici che incontrano. Una pesca sostenibile ed etica, attenta al benessere dell’ecosistema, dunque al futuro di un borgo tanto prezioso.
Una tecnica che si stava abbandonando quasi del tutto, fino all’istituzione del presidio Slow Food, uno dei primi nel Cilento. Dal 2001 è cresciuta l’attenzione, l’anno successivo è nata la prima azienda con laboratorio volta alla trasformazione della materia prima. Ma si tratta comunque di una piccola produzione che è importante vada supportata da attività collaterali.
La più interessante è senza dubbio quella di pesca turismo che permette – solo ad appassionati e amanti del mare – di vivere un’esperienza unica. In pratica è possibile prenotare per uscire in barca coi pescatori, si tratta di una battuta di pesca a tutti gli effetti, che può durare anche 4 o 5 ore inclusa una pausa gustosa con le alici fresche preparate al momento. C’è tempo fino a fine luglio, quando terminerà la stagione delle alici, per poter pescare con le proprie mani ciò che poi finirà – inevitabilmente – nel piatto!

Per gustarle a pieno basta lasciarle una decina di minuti a macerare nel limone, con aggiunta di olio di oliva, aglio e prezzemolo spezzettati. Ma il piatto per eccellenza di Marina di Pisciotta è il “cauraro”, una zuppa primaverile. Patate, cicorie e fave cotte con le alici sotto sale, a cui vanno aggiunte, a fine cottura, le alici fresche.

Dove degustarle:

Per il “cauraro” non c’è scelta, ma si casca in piedi. Questo ristorantino è il vero riferimento gastronomico di Pisciotta. Le alici non mancano, i prodotti sono freschi e trattati a dovere. La cucina cilentana autentica e senza fronzoli è servita con maestria.

Ristorante Angiolina
Via Passariello 2
Marina di Pisciotta (SA)
www.ristoranteangiolina.it
340 631 4920
C’è un altro piatto pressocchè introvabile (se non in pochissimi ristoranti illuminati) che rispecchia a pieno la cultura culinaria di questa zona del Cilento. Si chiama maracucciata, un piatto tipico di Lentiscosa, ottenuto con la farina del maracuoccio. Un piccolo legume, simile ad un sassolino, si raccoglie in baccello in questi giorni, poi viene essiccato, ripulito ed infine ridotto in farina. Unendola ad altre farine (come quella di ceci e favino, ma non solo) si ottiene un piatto dal sapore antico e davvero inimitabile. E’ possibile trovarlo in quest’altro autentico riferimento di Camerota dove Davide Mea lavora non perdendo mai di vista il territorio e i prodotti locali.
Taverna del mozzo
Via Lungomare Trieste
Camerota (SA)
0974.932774

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