Nocciolandia: una due giorni di degustazioni ed approfondimenti in Irpinia

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AIELLO DEL SABATO (AV). La nocciola come orgoglio locale, come risorsa economica e culturale, come volano per un turismo rurale d’eccellenza. Questi alcuni dei temi centrali che sono stati toccati lo scorso 2 ottobre al convegno di apertura di “Nocciolandia”, kermesse enogastronomia e di tradizioni locali organizzati dall’amministrazione di Aiello e dal Gruppo Giovanile “Universitas Aielli”. Un momento di riflessione e confronto per i tecnici e gli agricoltori corilicoli accorsi all’appuntamento, si sono susseguiti difatti gli interventi del sindaco Antonio Caputo, del dirigente dello Stapacepica di Avellino Alfonso Tartaglia, della vicepresidente del Gruppo Giovanile Fabiola D’Argenio, del presidente dell’Associazione Nazionale Città della Nocciola Rosario D’Acunto, dell’assaggiatrice ufficiale Nocciola Italiana Irma Brizi e dell’agronomo del Creso Piemonte Claudio Sonnati.

Un accorato appello ai cittadini ed agli agricoltori affinché – eleggendo la nocciola a prodotto del cuore – si possa sviluppare una filiera locale che duri 365 giorni l’anno. Un orgoglio che possa aumentare il desiderio di fare attenzione alla qualità, all’innovazione tecnologica e a quanto sia necessario per potersi dedicare a questa coltura riuscendo anche ad avere un reddito di tutto rispetto.

“La nocciola contrassegna e tutela anche l’ambiente” – sottolinea D’Acunto – “basti pensare a quante frane hanno danneggiato la Sicilia lo scorso anno proprio dove sono state estirpate le piante di nocciolo. Insieme si può riuscire a difendersi dalla concorrenza sleale della Turchia – che cercheremo di moderare anche con una serie di accordi tra l’UE e questo Paese – e mantenere una coltura così antica ed importante per l’Italia”.

L’importanza della ricerca e di studi ben specifici su tutte le singole varietà e sui singoli territori è stato, invece, il concetto centrale dell’intervento dell’agronomo Claudio Sonnati. L’attenzione alla tecnologia può aiutare molto un corilicoltore, il ricambio generazionale è un fattore determinante alla necessaria modificazione gestionale delle piccole aziende.

In chiusura Irma Brizi ha delineato a grandi linee i risultati del Panel 2010 sullo sgusciato, evidente una qualità crescente che tocca tutta la produzione italiane, ma anche un grande rilancio – sotto tutti i punti di vista – della nocciola siciliana che in più occasioni si è distinta nelle prime posizioni.

“Ma gli assaggi” – ribadisce Brizi – “vanno rifatti anche tra un paio di mesi, la Sicilia col suo sole può essere stata agevolata nell’essiccazione, per noi assaggiatori è importante verificare anche a distanza di tempo quanto restino immutate le caratteristiche organolettiche che abbiamo rilevato”.

Nocciolandia 2010, alla sua quarta edizione, si è chiusa ieri sera tra le strade del bel borgo antico irpino dove tra musica, prodotti tipici e gastronomia sono state festeggiate le nocciole, le noci e le castagne.

Antonella Petitti

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