Il melograno. Bello, buono e coriaceo: lo sapevano anche gli Egizi

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MELOGRANOIl melograno (Punica Granatum) è una pianta della famiglia delle Punicacee. Cresce nel Mediterraneo, in Medio Oriente e in altre regioni a clima caldo-asciutto.

E’ un albero di bell’aspetto, a rami flessuosi, spinosi all’apice, le foglie lanceolate ed intere, sono lucide e da principio rosseggianti.

I fiori sono singolari e di particolare bellezza, e fanno sì che il melograno sia ricercato come albero ornamentale: hanno calice coriaceo di un bel rosso vivo o scarlatto, con petali numerosi rossi o bianchi screziati, ripiegati e con stami ancor più numerosi di questi ad antere gialle.

I frutti, le melagrane, sono globose e botanicamente sono riconosciute assieme ai fiori sotto il nome di balausti o balaustri, infatti da ciò deriva il nome di balaustra, il parapetto formato da colonnette ornamentali che imitano la forma dei fiori ancora chiusi del melograno. All’esterno sono formate da una scorza coriacea, gialla, giallo-bruna, giallo-rossa o addirittura rosso vivo, all’interno vi sono granelli prismatici, rosso-vinosi, dall’aspetto vitreo, che contengono semi piccolissimi; tali granelli hanno sapore acidulo ed aromatico e sono separati in gruppi da membrane sottili, giallo chiaro.

Le melagrane vengono consumate mature e fresche, oppure ridotte in bibite e sciroppi, o ancora sono impiegate per colorare bevande. La scorza dei frutti, ricca di tannino, è usata per la concia e la tintura delle pelli. La buccia e le radici in farmacologia vengono impiegate perché posseggono proprietà attive contro i vermi intestinali, specialmente la tenia. Nella cucina mediorientale i semi vengono utilizzati per insaporire insalate, salse e l’hummus. In India insaporiscono pane, frittelle e certi tipi di curry.

SUCCO MELAGRANA

L’uso alimentare dei frutti del melograno è comunque antichissimo, infatti le melagrane sono state raffigurate nelle tombe egizie del 2500 a. C. e in un mosaico della Casa del Fauno, ritrovato a Pompei. Il melograno è poco esigente in fatto di terreno: da quelli ricchi di humus, profondi e ben drenati che predilige, passa facilmente ai terreni sabbiosi o argillosi, umidi, presenta una particolare resistenza in terreni asfittici e in ciò tra gli alberi da frutta non conosce rivali. Si riproduce per seme o per via vegetativa.

Il melograno inizia a fruttificare al quarto anno di piantagione. In Italia centri importanti per la sua coltura sono Formia e Gaeta. La raccolta delle melagrane può essere effettuata già dalla fine di settembre, dato che la loro maturazione può avvenire anche dopo il distacco dalla pianta.

Perfino il poeta Carducci esaltò lo splendore di quest’albero nella famosissima poesia Pianto Antico, scritta in memoria del figlio Dante: “L’albero a cui tendevi la pargoletta mano, il verde melograno dai bei vermigli fior…

Annamaria Parlato

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