MELE COTOGNE. Un frutto primitivo per dessert, mettiamole nel forno!

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MELA COTOGNAAl primo sguardo ci si accorge di quanto siano primordiali. Con quella buccia spessa, coriacea, quell’odore piacevole e pungente al tempo stesso e quella stopposità che racconta della sua ricchezza di fibre e pectina.
La mela cotogna è davvero uno dei frutti più antichi che continuano a resistere ai giorni nostri, e già solo per questo bisognerebbe guardarla come si fa con un pluricentenario, umano o vegetale che sia.
Dunque con affetto, delicatezza, volontà di preservarla.
E per preservare un frutto oggi, l’unico vero strumento che abbiamo è consumarlo, farlo entrare nella nostra vita. Magari piantarne un albero se abbiamo questa possibilità.
Le regioni in Italia che ancora lo producono sono l’Emilia Romagna, la Campania e la Puglia, mantenendo vivo un mercato certamente ristretto. Ma qua e là, nel nostro bello Stivale, non è difficile trovare negli appezzamenti familiari un esemplare di questo grande albero. Ecco perchè altrettanto facile è che nella loro stagione (tra fine estate ed inizio autunno) facciano capolino sulle nostre tavole. Ma come le usiamo, visto che mangiarle tal quali non è cosa semplice?
In realtà possono trasformarsi senza grande sforzo in un dessert sano e veloce…

MELE COTOGNE AL FORNO

Ingredienti
mele cotogne;
zucchero (meglio se integrale);
cannella o chiodi di garofano;
vino rosso;

Procedimento:

Lavate e tagliate a fettine le mele cotogne, avendo cura di eliminare soltanto eventuali parti nere ed i semi interni.

Adagiatele dando loro un ordine che sia piacevole all’occhio, magari sovrapponendole un po’ come a creare dei fiori, poi ricopritele con un velo di zucchero ed un poco di vino rosso (che sia corposo e di buona fattura).
Saranno pronte in una mezz’oretta ad una temperatura di 180 gradi. Cinque minuti prima di spegnere il forno aggiungete (in base ai vostri gusti) o una grattata di chiodo di garofano oppure della cannella.
A questo punto servite in ciotoline, magari mettendo sul fondo una pallina di gelato alla vaniglia, oppure in piattini da dessert avendo cura di recuperare il liquido di cottura, usandolo come decorazione.

Antonella Petitti

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