In viaggio con Roberto. La Costarica: il Paradiso tra due oceani

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Se siete convinti amanti della natura e non ci siete mai stati, questo è il periodo adatto per andare in Costarica, un nome che dice tanto, perché Costarica (o Costa Rica, se preferite) significa proprio “costa ricca”.
Una ricchezza, che oltre che economica – la Costarica è chiamata la “Svizzera del Centramerica” – avvolge a tutto tondo i paesaggi, la natura, la biodiversità, le produzioni agricole, anche se il tenore di vita degli costaricani non può ovviamente essere confrontato con lo standard di un qualsiasi paese europeo.


Ma intanto si tratta di un’oasi felice al centro di un’area piuttosto tormentata del mondo e, grazie alla sua storia recente, rappresenta anche un virtuoso esempio di gestione del territorio che ogni Paese dovrebbe imitare.
Difatti in questo Paese, pur essendovi le forze dell’ordine, non esiste l’esercito, abolito fin dal 1949 dopo una sanguinosa guerra civile. Non avendo quindi spese militari da sostenere, questa piccola nazione grande quanto la nostra Italia Settentrionale, abitata da scarsi 5 milioni di abitanti, ha modificato profondamente l’aspetto del proprio territorio investendo ingenti risorse nella realizzazione di una grande quantità di parchi naturali, spesso in luoghi che in passato venivano sfruttati per l’agricoltura.


È bastato lasciare molte aree incolte per far sì che il clima subtropicale fortemente umido facesse ricrescere spontaneamente il bosco in quelli che erano sterminati campi agricoli, dando vita a una foresta secondaria talmente fitta e rigogliosa da essere indistinguibile dalle più importanti foreste primarie del pianeta.
Inoltre il Paese ricava il 70% del proprio fabbisogno energetico mediante modelli della green economy, utilizzando fonti rinnovabili (solare, eolico e geotermico), contando di raggiungere il 100% entro cinque anni per diventare in tal modo il primo Paese del mondo a emissioni zero.


Per quanto piccola la Costarica non è un Paese orograficamente e climaticamente omogeneo. La capitale, San Josè, si trova sugli altipiani centrali a ben 1170m di altezza ed è relativamente meno calda e umida delle pianure basse. La città non offre grandissimi spunti di visita ma vale una permanenza di un paio di giorni per ambientarsi. Siccome quasi sempre i tour turistici partono da qui, è solo quando si raggiunge una delle due coste, quella atlantica o quella pacifica, che ci si rende conto della interminabile discesa da effettuare in direzione delle coste, utilizzando possibilmente un fuoristrada data la numerosa presenza di strade non asfaltate.


Ma una volta lasciata la capitale, dove conviene dirigersi?
In realtà tra spiagge dell’Atlantico e del Pacifico, parchi naturali e vulcani, la scelta è vastissima.
Nel mio viaggio, effettuato tra novembre e dicembre, ho toccato diverse mete cercando di visitare le zone più note della Costarica, inclusi molti parchi naturali. È un percorso che ripropongo perché permette di vedere davvero tanto in un paio di settimane.
Elenco le tappe salienti e i motivi per andarci.

Parco Naturale di Cahuita
Si tratta di un piccolo parco naturale che si affaccia sulla parte meridionale della sponda Atlantica, con belle spiagge e la possibilità di vedere diversi animali in libertà (procioni e capibara si vedono facilmente), un modo simpatico per familiarizzare con la costa orientale della Costarica.

Parco naturale del Totuguero
Tortuguero è un’isola al centro di un intrico di canali e lagune comunicanti con la costa atlantica settentrionale. L’area comprende un parco naturale definibile come un vero trionfo della biodiversità, popolato da una grandissima varietà di piante a animali, tra cui giaguari, bradipi, alligatori, coccodrilli, basilischi, tartarughe marine e terrestri e infinite specie di uccelli. Dall’isola partono tour in barca con esperte guide che si addentrano con voi in questo mondo meraviglioso.

La Fortuna
È una notissima località turistica dominata dalla skyline del vulcano Arenal. Offre la possibilità di effettuare trekking sui versanti del vulcano, di vedere la bella Cascata La Fortuna, di godere di un bagno termale nelle calde acque del Rio Chollin o di fare una straordinaria passeggiata sui ponti sospesi tra le cime arboree della foresta nell’Arenal Hanging Bridges Park.

Parco Nazionale Volcan Tenorio
Il parco non è tra i più visitati del Paese, ma ne vale assolutamente la pena. All’interno dell’area scorre il Rio Celeste, un fiume che, tenendo fede al proprio nome, è davvero celeste grazie alla presenza di diversi minerali ferrosi e solforosi e offre uno spettacolo unico e indimenticabile, oltre alla presenza di una imponente e bellissima cascata. Il parco offre anche una foresta nebulare primaria, simile a quelle che si può visitare a Monteverde.

Rincon de la Vieja
Rincon de la Vieja significa “nascondino della vecchia”. Si tratta di un parco poco frequentato con diverse attrazioni. La più peculiare è quella che porta a una zona vulcanica piena di fumarole e vulcanelli fangosi, particolarmente interessanti per gli appassionati di vulcanologia. Dalla stessa area un sentiero di circa 5 km porta alla spettacolare “Cascata della Fortuna” nel bel mezzo di una vegetazione fittissima.

Monteverde
È una delle località più famose della Costarica, raggiungibile solo mediante strade sterrate.
Vi si trova il più famoso “bosco nebulare” del Paese, da non confondere con la più comune foresta pluviale.
Il bosco nebulare, posto tra le montagne a considerevole altezza, è quasi permanentemente immerso all’interno di una nuvola. A causa di questa particolarissima condizione microclimatica tutti gli alberi e i loro rami sono avvolti da delicatissimi strati di muschio che, circondati da un’atmosfera permanentemente nebbiosa, rendono uno scenario unico che sembra uscito da un libro di fiabe.

Parco Manuel Antonio
Per molti il punto d’arrivo (o di partenza) per un tour in Costarica. Posto a sud sulla sponda del Pacifico questo parco, percorso da sentieri relativamente brevi, permette di vedere con relativa facilità numerosi animali: cebi cappuccini, scimmie urlatrici, procioni, capibara, iguane e, soprattutto, i bradipi che sono la vera attrazione per tutti i turisti, più difficilmente avvistabili in altri luoghi. Una volta effettuato il percorso naturalistico si può godere di alcune delle più belle spiagge del Paese, veri paradisi tropicali per nulla affollati che ripagano di ogni fatica.

I luoghi elencati sono quelli del viaggio che ho fatto personalmente, ma si tenga presente che esistono numerosi altri parchi e anche riserve di grande valore antropologico in cui sono presenti ancora popoli nativi coi quasi è possibile entrare in contatto avvalendosi di guide specializzate, oltre a piantagioni di tè, caffè, cioccolato, banane, ananas, aperte ai visitatori interessati alle produzioni agricoli, musei etnici e tanti altri angoli e curiosità da scoprire.
Ma soprattutto la Costarica è un luogo straripante di bellezza e di natura dove qualsiasi destinazione evoca meraviglia e benessere, dove ogni esperienza inizia e termina con le parole “pura vida!”, l’espressione usata dai costaricani per esprimere la voglia di godersi la vita con un pizzico di ottimistico fatalismo.
Alla fine, e non è un dettaglio irrilevante, viene da chiedersi quanto costi un viaggio del genere, tutto incluso (volo, auto, alberghi, vitto, ingressi ai parchi). Se siete intraprendenti e siete abituati al fai da te, organizzando tutto in rete, ve la cavate con circa 2000 euro, per un viaggio tramite agenzia dovete calcolare circa il doppio. Fate la vostra scelta.

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