Il Made in Italy che non c’è più. 16 aziende emigrate all’estero

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La scelta di delocalizzare la produzione è sempre più presa in considerazione dalle aziende italiane, scelte che quasi sempre finiscono con acquisizioni. Ripercorriamo grazie ai dati forniti dalla Coldiretti 16 grandi casi a partire dal 1988.

2012

PELATI AR – ANTONINO RUSSO – Acquisito nel 2012 dalla società Princes controllata dalla giapponese Mitsubishi

2011

PARMALAT – Acquisita dalla francese Lactalis

GANCIA – Acquisito dell’oligarca Rustam Tariko, proprietario della banca e della vokda Russki Standard

2008

BERTOLLI – Venduta a Unilever e quindi acquisita dal gruppo spagnolo SOS

STOCK – Venduta alla tedesca Eckes A.G. nel 1995 e quindi acquisita dagli americani della Oaktree Capital Management

2006

GALBANI – Acquisita dalla francese Lactalis

CARAPELLI – Acquisita dal gruppo spagnolo SOS

2005

SASSO – Acquisita dal gruppo spagnolo SOS

FATTORIE SCALDASOLE – Venduta a Heinz nel 1995 e quindi acquisita dalla francese Andros

2003

PERONI – Acquisita dall’azienda sudafricana SABMiller

INVERNIZZI – Venduta a Kraft nel 1985 e quindi acquisita dalla francese Lactalis

1998

LOCATELLI – Venduta a Nestlè e quindi acquisita dalla francese Lactalis

SAN PELLEGRINO – Acquisito nel 1998 dalla svizzera Nestle’

1993

ANTICA GELATERIA DEL CORSO – Acquista dalla svizzera Nestlè

1988

BUITONI – Acquisito dalla svizzera Nestlè

PERUGINA – Acquisito dalla svizzera Nestlè

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