Il convento di Amalfi ed il ristorante dei Cappuccini. Un luogo magico, tra storia e buon gusto…

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Non si fa nessuna fatica a credere che qui artisti e poeti abbiamo cibato la propria fantasia. Ma è altrettanto semplice immaginare monaci prima e frati poi che qui si riunivano in preghiera, certamente più vicini alla bellezza del creato.
Parlarvi di questo posto è difficile perché è frutto dell’incontro di una serie di elementi eccezionali: la lunga storia, il panorama mozzafiato, la capacità discreta e attenta di accogliere.
L’NH Collection Grand Hotel Convento di Amalfi è una perla del sistema di strutture ricettive della Costiera Amalfitana. Ed a dispetto del lungo nome è un luogo in cui il lusso è una “cosa semplice”.
So che il primo pensiero è “per chi può permetterselo”, ma c’è una risposta prontissima il cui merito è del direttore della struttura, Giacomo Sarnataro.
Napoletano di origine, umbro di adozione, ha (evidentemente) girato il mondo per lavoro, ma dallo scorso anno è a capo dell’NH Collection di Amalfi.


Tra le prime decisioni che lo hanno distinto vi è quella di riaprire il Convento al pubblico e – soprattutto – come ama dire lui stesso “agli amalfitani che ne sono i veri proprietari”.
Ecco che, a dispetto delle gestioni precedenti, oggi si può scegliere di visitare questo prezioso patrimonio storico chiamando e prendendo un appuntamento. Così come, una serie di iniziative culturali comunali, si stanno svolgendo all’interno delle antiche mura del Convento o sulle panoramiche terrazze che restano un colpo d’occhio unico sulla città di Amalfi.


Seppure di proprietà del Comune di Amalfi, non è scontata la disponibilità ad aprirsi alle attività locali, soprattutto in casi come questi in cui il 95 per cento dei fruitori sono stranieri.
Tra le novità, che rimettono al centro il valore storico della struttura, vi è una innovativa App che – attraverso 16 punti di interesse – racconta a chiunque ne abbia voglia ben 800 anni di vicissitudini.
Un cinque stelle Lusso con 53 camere che rappresenta un interessantissimo esempio di come sia possibile conservare alcuni beni pubblici che sarebbe difficile gestire diversamente.
Il privato è una possibilità che – in molti casi – potrebbe salvare dall’abbandono alcune opere pubbliche che rappresentano la grande storia italiana.


Ma veniamo alla mia visita al Convento.
Sorgeva attaccato ad una grotta, poi venuta giù formando in pratica la spiaggia, sul colle Falconcello. Si trattava di un Cenobio fondato dall’amalfitano Pietro Capuano nel XIII secolo. Prima abitato dai monaci cistercensi, nel 1583 affidato ai frati cappuccini che vi restarono per oltre due secoli. Fu nel 1885 che, per la prima volta, questa imponente struttura fu utilizzata come albergo. Da allora lo è sempre stato, per fortuna con continui interventi che ne hanno sempre rispettato l’identità ed i tesori. Dal 2009 fa parte del circuito NH Collection.
Poter vivere “La passeggiata dei monaci”, godere degli odori (oltre che dei sapori quando utilizzati in cucina) dell’orto vista mare, entrare nella sala lettura che s’affaccia nella cappella, fare la conoscenza dei diversi monumenti viventi come la Yucca di 200 anni, è stato davvero emozionante.


E pensare che si tratti di un luogo fruibile da tutti, grazie alla disponibilità della gestione ed alla possibilità di cenare al ristorante dei Cappuccini, è bello.
Infatti, seppure i ristoranti interni alle strutture ricettive siano sempre un po’ snobbati, cenare nel Convento di Amalfi è un piacere di cui non bisognerebbe privarsi.
Qui non è importante solo il cibo, non credo sia centrale. E’ talmente tanto forte emotivamente il panorama su Amalfi e la storia alle proprie spalle che – mangiare in questo ristorante – diventa un’esperienza molto più complessa”, commenta Sarnataro.
E come dargli torto, seppure la cucina si poggia su basi solide come lo chef resident Claudio Lanuto e lo chef palermitano Natale Giunta, il quale firma un suo menù degustazione.
Così l’offerta gastronomica del ristorante si presenta come una interessante doppia proposta che con Lanuto punta sui sapori del Convento (agrumi, erbe spontanee ed aromatiche) e piatti classici rivisitati per gli ospiti, mentre con Giunta acquista un respiro più ampio con lo sguardo aperto sul Mediterraneo, mantenendo un sostanziale file rouge sulla presenza del pesce e sui prodotti stagionali di grande qualità.
Cosa ho assaggiato io? Ecco qua un racconto sostanzialmente fotografico. Si tratta di una cucina che tende sempre a favore della materia prima, come ama dire il simpatico Natale Giunta (volto storico della trasmissione RAI La Prova del cuoco) “finalmente la cucina è più sostanza meno aria!”.

Amuse-bouche | Pancia di pesce spada con crema di melanzane

Le due variazioni di tonno rosso con insalatina di peperoni e limoni dell’orto del Convento

Spaghetti alla Nerano con tartare di gambero rosso

Trancio di ricciola cotta a bassa temperatura con cozze e patate

Pre-dessert | Granita di fragola

Viaggio fra Sicilia e Campania: babà al rhum, limone, agrumi canditi e gelato al pistacchio

Vini in abbinamento
Spumante Metodo Classico Brut – Alta Costa
Tenuta San Francesco – Tramonti (SA)

Costa d’Amalfi DOC Ravello Bianco – Grottapiana 2017
Ettore Sammarco – Ravello (SA)

Un servizio impeccabile ma non impettito, una carta dei vini molto varia con particolare attenzione ai vini campani e territoriali, nell’insieme grande professionalità che parla tutte le lingue del mondo.

Molte le ragioni per non perdersi l’esperienza, magari per qualcuno potrebbe essere quel tavolino vista mare allestito con un grande cuore che – quando prenotato – viene vivacizzato con luci e candele.


Qui si racconta che ci siano state tante proposte di matrimonio a quel tavolo, ed altrettanti sono i matrimoni che sono stati celebrati nella suggestiva cappella interna.
Un posto per sognare, insomma, tra cielo e mare, storia e buon gusto!

> Menù degustazione a partire da 80 euro

NH Collection Grand Hotel Convento Di Amalfi
Via Annunziatella, 46 | Amalfi (SA)
089 8736 711
nhcollectionghconventodiamalfi@nh-hotels.com

Curiosità:

Pare che, tra storia e leggende, in questo convento siano stati inventati i cannelloni. La paternità sarebbe da attribuire ad un certo Salvatore Coletta, era l’agosto del 1924. Per l’occasione risuonarono le campane, come ad avvisare il popolo, che c’era una novità importante che veniva dall’alto!

 

Ecco la VIDEO INTERVISTA allo chef Natale Giunta:

La cucina dello chef Natale Giunta nell’affascinante Convento di Amalfi

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