Il ciclo della CARNE: vizioso! Consumarne meno…è meglio

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Quando ogni giorno portiamo in tavola la nostra bella fetta di carne, sia essa rossa, bianca o nera, quella rappresenta solo circa 250 grammi dei complessivi 92 kg che un italiano mangia mediamente in un anno.

Dal punto di vista nutrizionale, ogni individuo dovrebbe consumare in una settimana circa 500 grammi di carne, motivo per cui, ognuno di noi mangia quasi per quattro.

Oltre ad arrecare danni all’ambiente, agli animali e a noi che scegliendo di mangiare così tanto, siamo portati ad acquistare la carne più economica, questo spinge gli allevatori ad ingrassare gli animali a ritmi vertiginosi, peggiorandone e accorciandone la loro vita e ovviamente producendo una carne di bassa qualità.

Statisticamente, quando acquistiamo un chilo di manzo, siamo totalmente ignari del fatto che la sua produzione è equivalsa a quella di 36,5 kg di CO2, la stessa mediamente emessa di un’automobile che percorre 250 chilometri ed equivalsa ancora all’energia prodotta per tenere accesa una lampadina di 100 watt per ben venti giorni!

Sembrano dati esorbitanti…e anche se i motivi per cui mangiare meno carne potrebbero sembrarlo meno, è più che giusto prenderli seriamente in considerazione.

Prima di tutto, troppe proteine si trasformano in tessuto adiposo, creando danni ai reni ed esponendo ognuno a rischio di: obesità, diabete, infarto e cancro.

Altro motivo è che, dovendo velocizzare la produzione di carne, gli allevatori nutrono con proteine gli animali (su 10 chili di mangime, 7 sono di cereali proteici come mais e soia) per far si che crescano e producano latte più velocemente.

Basta considerare che una vacca di razza tradizionale vive mediamente anche più di quindici anni partorendo sei o sette volte, a differenza delle vacche da allevamento intensivo che con una vita media di due o tre anni affrontano al massimo due gravidanze per poi essere rimpiazzate e continuare il ciclo di produzione.

Infine, esiste un ultimo, importante, motivo: se al mondo siamo sette miliardi di individui e la produzione basta a sfamarne dieci, perché più di un miliardo di persone vanno a letto la sera con lo stomaco vuoto?

Secondo i dati della FAO, solo in Europa, che fa ben 800 milioni di abitanti, si consumano ben tre etti di carne al giorno tra conservata e fresca e si stima che nel 2050 il consumo raddoppierà. Per cui se 800 milioni di persone mangiassero solo la quantità di carne necessaria, avanzerebbero porzioni per altri 2,4 milioni di individui.

La fame non è quindi una catastrofe naturale, ma la conseguenza di egoismi e politiche ingiuste e se gli allevatori potessero mettere sul mercato prodotti di qualità in tempi adeguati e pagati dai consumatori al giusto prezzo, questo circolo vizioso sicuramente non si creerebbe.

 

 

Federica Caiazzo

redazione@rosmarinonews.it

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