DIRITTO DI NOMINA: La Veranda di Agropoli

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AGROPOLI (SA). Trovarsi ad Agropoli all’ora di cena e non saper dove andare. Una realtà che indica che oggi non c’è un grande riferimento gastronomico nella bella città di mare, ma anche che c’è tanto da fare, superando i classici clichè dei soliti ristoranti.

Alla fine, però, abbiamo scelto il ristorante “La Veranda” (nato nel 1986), in via Piave 38, alle spalle della piazza principale, nei pressi del Palazzo Comunale. Mi è piaciuto subito l’edificio in cui è situato, un palazzo datato 1913 con una scala importante…all’entrata il colpo d’occhio rinfranca. Bianco e lilla i colori, per pareti e tovagliato, anche se il patron ci ha confessato che a strettissimo giro quel duo primaverile lascerà il campo ai più corposi color crema e marrone.

Ha voglia di cambiare Francesco Rizzo, ma anche di rimettersi in gioco, forse. “Per un po’ mi sono impigrito”, ci racconta – anche se non spiega i motivi e noi non glieli abbiamo chiesti, per non rischiare di essere invadenti. Ma il suo amore per la materia si percepisce, nella correttezza con cui evita un piatto perché fuori stagione…anche se di pochissimo.

E’ il pesce fresco, in effetti, il re della sua tavola, ben abbinato a prodotti di terra e curato superando le formule più tradizionaliste. E poi il vino e i distillati, devono essere un grande amore! Difatti la saletta del ristorante, che permetterà una quarantina di coperti o poco più, è affiancata da un’altra ala de La Veranda: l’enoteca con la stanza dei vini e con il bancone con centinaia di distillati. Ambienti molto piacevoli, anche perché più evidente la fattura dell’edificio, con i grandi balconi sporgenti sulla piazza.

Intimo, di buon gusto un po’ tutto. Un bel forno a vista e molta cortesia, senza eccessi…dunque giusta.

Cercavamo una bollicina campana, ma è questo il momento degli acquisti per La Veranda, poca scelta dunque…così abbiamo ripiegato su un prosecco di Conegliano e Valdobbiadene. Ma la carta è nutrita, qualcosa da bere si trova comunque, anche se al momento c’è poca Campania.

Accompagnati da una focaccia assaggiamo un carpaccio di polipo con pistacchi e rucola e le alici imbottite (mbuttunat), proseguiamo con involtini di pesce spada, melanzane e pomodoro. Una cucina interessante, senza fronzoli ma non troppo semplice da passare inosservata.

Diritto di nomina per La Veranda, perché ci tornerei…piatti bilanciati e puliti ed attenzione a tutto.

Se vi trovate in zona, non abbiate dubbi.

Antonella Petitti

 

 

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