Beer Attraction. Il Birrificio dell’Anno è il marchigiano Mukkeller

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RIMINI. Quest’anno a vincere l’ambito titolo di Birrificio dell’Anno è stato il marchigiano Mukkeller, che ha guadagnato la medaglia d’oro con tre delle sue produzioni: la Haus Bier, una Helles da 5 gradi che ha stravinto nella categoria dedicata alle birre chiare a bassa fermentazione d’ispirazione europea; la Corva, birra complessa ottenuta grazie all’unione di diversi malti di colore scuro, simile alle Stout e con un gusto deciso, che si presenta con un buon corpo e un basso sentore di luppolo; la Mukkamannara, una Strong di tipologia belga dal colore bruno, aroma e gusto maltato, con note di caramello, uva passa, frutti rossi secchi, decisamente ricca e complessa.

Il risultato è derivato dalla sommatoria dei punteggi ottenuti da queste tre birre, le meglio posizionate tra quelle presentate al concorso dal birrificio marchigiano.
A stabilire questo risultato è stata una giuria internazionale composta da circa 100 esperti provenienti da Italia, Europa e Usa, nel contesto di Birra dell’Anno, il concorso promosso dall’associazione di categoria Unionbirrai con il supporto di Italian Exhibition Group – Fiera di Rimini.

I giudici hanno votato 1994 birre provenienti da 327 produttori, divise in 41 categorie di appartenenza che rappresentano uno specchio del mondo brassicolo attuale. La competizione ha premiato le migliori tre birre in ogni sezione, con un’eventuale menzione d’onore per la quarta e quinta classificata.

Il birrificio Mukkeller, di Porto Sant’Elpidio in provincia di Fermo, è nato dai fratelli Raffaeli, Fabio e Marco. Fu quest’ultimo a dare una spinta al progetto, fin dai suoi albori, quando scoprì la passione per l’homebrewing.

Nel 2001, all’interno di un garage di proprietà, Marco iniziò a sperimentare e a produrre le primissime birre artigianali, destinate perlopiù ad amici e conoscenti.

Fu nel 2010 che, con un impianto di 250 litri, iniziò la produzione destinata al largo pubblico, anno in cui prese vita il progetto Mukkeller, nome nato dalla crasi del soprannome di Marco (detto il “Mukka”) e la sua grande passione per le Keller.

Nel 2012, a completamento di un progetto sempre più fiorente e in evoluzione, entrò a far parte del birrificio anche il fratello Fabio, occupandosi soprattutto di distribuzione e contabilità.
Oggi, con una produzione di 2500 litri annui, il birrificio marchigiano si distingue per le creazioni che vantano un’ampia gamma di stili, nonostante il riferimento sia sempre soprattutto sulle basse fermentazioni.
Emozionato, Marco Raffaeli ha commentato così la vittoria a Birra dell’Anno: “Ci sentiamo benissimo, questo è stato il coronamento di un sogno. Il mondo della birra artigianale è in un trend di crescita e il futuro è assolutamente roseo, come anche la qualità delle produzioni che è sempre più alta“.

E parlando di progetti futuri ha aggiunto: “Siamo un birrificio che ha trovato nei suoi 2500 ettolitri annui un limite giusto per la produzione, per consentirci di mantenere alta la nostra qualità“.

La soddisfazione deriva soprattutto per una delle birre arrivate prime, la Haus Bier, una Helles “dalla produzione complicata, ma ottenere una medaglia d’oro in questa categoria è stata un’emozione davvero molto bella“.

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