A StoriediPane i grani antichi del Cilento con Riccardo Di Novella

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GraniAntichi locaCAPACCIO (SA). Mercoledì 14 marzo riprenderanno i laboratori di StoriediPane con un appuntamento dedicato ai “grani antichi”, presso la sede di Capaccio Scalo, in via Italia 16/18.

La passione per le “cose buone” fa parte del DNA di StoriediPane, store creato da Paolo De Simone che dà ampio spazio alle produzioni locali. De Simone, come panificatore, ha avviato nel 2016 una collaborazione con l’Ecomuseo della Valle delle orchidee e antiche coltivazioni.

Lo store, come punto vendita e di sperimentazione nella panificazione, completa il circuito di produzione partecipando così al progetto “Coltivatori Custodi”.

Questo affonda le radici nella ricerca iniziata 25 anni fa dal professore Nicola Di Novella che aveva come obiettivi il contrasto all’erosione genetica, la tutela della biodiversità e il recupero delle antiche coltivazioni nell’area Parco per dare nuovo stimolo all’agricoltura di collina e montagna.

Nella prima fase il progetto è stato itinerante facendo tappe in diverse zone d’Italia per contribuire allo sviluppo della ricerca e allo scambio di informazioni. I semi e le piante spontanee dell’area Parco raccolte negli anni di ricerca e lavoro sul campo sono stati raccolti nella sede dell’ecomuseo creato nel Comune di Sassano da Di Novella e sono il patrimonio messo a disposizione da studiosi, appassionati e coltivatori che contribuiscono allo sviluppo dello studio.

Nel 2014 alla ricerca è stata dato un nuovo impulso con la partnership creata dall’Ecomuseo con l’Ente Parco Nazionale del Cilento, Vallo di Diano e Alburni. Nel progetto sono stati coinvolti una ventina di agricoltori che si sono impegnati a coltivare i semi e le piante recuperate dall’ecomuseo in loro campi in aree collinari e montane.

L’innovazione sta nel fatto che le azioni messe in campo non sono rivolte alla salvaguardia di una particolare cultivar, come un prodotto tipico specifico, ma nella volontà di investire nel complesso delle coltivazioni così da sostenere l’agricoltura delle aree interne che è uno scrigno di biodiversità, nonché un sicuro mezzo per la manutenzione del territorio anche dal punto di vista del rischio idrogeologico.

GRANI ANTICHI CILENTO (1)

I campi dei coltivatori sono posti dai 600 fino ai 1200 m slm e sono “campi catalogo”, in quanto le coltivazioni sono solo in situ così non si interrompe l’evoluzione del seme. Con questa tecnica si riesce ad avere un prodotto che ha una sua identità precisa perché la pianta si adatta al territorio e sviluppa caratteristiche proprie, così si assicura la salvaguardia della produzione locale senza bloccare il rapporto di evoluzione della natura.

Nel 2015 c’è stata la prima raccolta ed una prima produzione di farine. Nei due anni successivi il progetto ha avuto un ulteriore sviluppo con la realizzazione di una filiera per la produzione e commercializzazione: il grano è conferito a mulini della zona (Trezza di Teggiano e Di Brizzi di Sassano) che assicurano la macinazione a pietra grazie alla quale si mantengono intatte le caratteristiche dell’intero chicco.

Nel 2016 è iniziato il rapporto con Paolo De Simone che nel suo store StoriediPane ha proposto i prodotti di nonna Juccia e la farina per il pane e i biscotti. Nonna Juccia è il marchio sotto il quale è stata intrapresa la commercializzazione.

Attualmente la produzione di cereali è intorno ai 70 quintali che variano di anno in anno in base alla stagione. Le varietà prodotte prendono il toponimo locale che indica il nome dialettale ma anche la provenienza, il che è anche una garanzia della salubrità della pianta.

GRANI ANTICHI CILENTO (2)

L’ambito territoriale su cui si sviluppano le attività è un’area dall’alto valore ambientale nei comuni di Sassano, Monte San Giacomo e Teggiano attorno al Massiccio del Cervati. L’unicità di questa esperienza è data dalle caratteristiche stesse dell’ambiente che qui è protetto in quanto inserito nell’area Parco Nazionale del Cilento, Vallo di Diano e Alburni, ma anche perché è un crocevia con altri due parchi nazionali: quello del Pollino e quello del Parco Appenino Lucano Val d’Agri Lagonegrese.

L’obiettivo che il progetto si pone per il futuro è quello di dare alla Dieta Mediterranea i prodotti reali, assicurando un sempre maggiore coinvolgimento di coltivatori e creando un mercato da cui possono avere un ritorno per continuare nel mantenimento di queste culture.

 

ELENCO ANTICHE CULTIVAR CENSITE E RECUPERATE DALL’ECOMUSEO DELLA VALLE DELLE ORCHIDEE E DELLE ANTICHE COLTIVAZIONI DEL PNCVDA
Biàma ( Avena )
Jurmàno drìtto ( Segale – Germano )
Jurmàno rì gràvula ( Segale – Germano )
Uòrio rì muntagna ( Orzo )
Granuòrio ( Ibrido naturale tra Grano ed Orzo )
Grano Cappèlla pùca nèhura
Grano Cappèlla pùca ròssa
Grano Cappèlla pùca jànca
Grano Cappèlla muntagnàra
Grano Cappèlla antìca
Grano Cappèlla cilintàna
Grano Cappèlla gintìla
Grano Cappillìna
Grano Carluntìna
Grano Carusèdda pasturàla
Grano Carusèdda cilintàna
Grano Carusèdda rì laurìni
Grano Carusèdda rì sassàno
Grano Carusèdda rì sàntujàcuvo
Grano Carusèdda tòsta
Grano Cicirièddo
Grano Cignulèdda
Grano Farritièddo
Grano Granièddo
Grano Janculìddo
Grano Janculèdda
Grano Marzòdda
Grano Mintàna
Grano Quatèrna
Grano Russìna
Grano Russinèdda
Grano Saraòdda cilintàna
Grano Tumminìa
Grano Zincarèdda

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