Cipolla bianca di Margherita verso l’IGP. Il tesoro oltre le saline…

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Margherita di Savoia è una cittadina di circa 12.000 abitanti, situata sull’Adriatico, nel Basso Tavoliere, al confine tra la Capitanata e la terra di Bari. E’ un comune che per la posizione e per la storia ha sempre avuto legami con i paesi della costa barese e con i comuni limitrofi.

La sua principale caratteristica è quella di essere sede della più estesa salina d’Europa. La zona di produzione e trasformazione della “cipolla bianca di Margherita” si estende dalla foce del Fiume Ofanto alla foce del Torrente Candelaro e comprende parte del territorio del comune di Margherita di Savoia, parte del comune di Zapponeta e parte del comune di Manfredonia.

Nella zona di Margherita questo ecotipo ha trovato un microclima ideale, infatti, i bulbi particolarmente teneri, la dolcezza, la forma perfetta e la scarsa presenza di solfuri che limita la lacrimazione all’atto della pulitura dipendono, oltre che dalla varietà, dal clima e dal terreno sabbioso e sabbioso-limoso che caratterizzano la fascia costiera adriatica che costeggia le Saline di Margherita di Savoia.

Per ottenere la cipolla, si parte dal suo fiore che viene tagliato a inizio luglio e viene fatto seccare al sole per una quindicina di giorno dopodichè si abbatte il seme, con l’aiuto di un battitore, in modo che esce il seme. Lo stesso seme viene lavorato da 200 anni.

Una volta recuperato il seme, dal mese di agosto, viene interrato nella sabbia, per ottenere all’inizio di novembre la piantina. La raccolta avviene da fine aprile fino all’inizio di luglio, vengono tagliate, lasciate asciugare e messe nei cassettini, le migliori vengono rinterrate per poter ottenere il bulbo della cipolla.

La cipolla bianca di Margherita di Savoia ha conquistato il nuovo Atlante 2011 dei prodotti tipici della Puglia, diventando patrimonio gastronomico italiano. La cipolla bianca di Margherita di Savoia, si caratterizza grazie all’elevato contenuto di zuccheri che rende il suo gusto delicato e dolce, donando una croccantezza inconfondibile.

Per dare il giusto valore a questo gustoso prodotto del territorio è stato richiesto il marchio IGP (indicazione geografica protetta) cosi già da un po’ di tempo esperti del settore si sono prodigati per ottenerlo e sono vicini al traguardo, seguendo un disciplinare abbastanza complesso che va dalla storicità ed i suoi valori nutritivi, al microclima, al suo terreno fino ad assegnare il nome per rafforzare questo meritevole marchio.

Maria Rosaria Mandiello

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